CHE COS’È IL DIRITTO ALLA PORTABILITÀ DEI DATI

By : Serena Coppola 2 Febbraio 2018

Quando parliamo di portabilità dei dati ci riferiamo a tutte quelle situazioni in cui abbiamo bisogno di trasferire informazioni che ci riguardano, da un servizio del web all’altro.

Infatti i dati personali che vorremmo “portare”, ovvero trasferire, possono essere molteplici: i brani di una playlist, la mail di una determinata casella di posta elettronica, gli acquisti fatti con un determinato e-commerce ecc..

Questo significa poter avere accesso ai propri dati personali, presso qualsiasi titolare e decidere di trasferirli presso un altro, ricevendoli in un formato di uso “standardizzato” e quindi facilmente utilizzabile e soprattutto organizzati per categorie.

Questo permetterà agli utilizzatori del web di trasmettere in forma organizzata le informazioni che li riguardano a diversi titolari che operano sul web a seconda del servizio richiesto.

L’articolo 20 del Regolamento Europeo (2016/679) introduce, proprio a questo scopo, il nuovo diritto alla portabilità dei dati. Tale diritto come si intende è strettamente connesso a quello di accesso, che ne è il naturale presupposto senza il quale non potrebbe operare.

Il diritto alla portabilità dei dati mira a garantire agli utenti la possibilità di ricevere i dati personali da loro forniti al titolare del trattamento, in un formato strutturato – secondo la specifica richiesta, di uso comune e leggibile digitalmente, e di trasmetterli a un diverso titolare.

Per esempio dovrò essere in grado di copiare la mia playlist di musica preferita dal sito o app che utilizzo e poterla trasferire in toto o in parte nella libreria di un altro fornitore di servizi.

Tuttavia la portabilità dei dati -la consegna dei dati all’utente – non comporta automaticamente la cancellazione dei dati conservati nei sistemi del titolare da cui si sono ricevuti, perché non incide sul periodo di conservazione previsto originariamente, che è stato comunicato all’utente al momento del rilascio del primo consenso al trattamento. Il diritto alla portabilità per essere esercitato necessita  infatti dell’originario consenso al trattamento dei propri dati. Chiaramente il titolare del trattamento sarà obbligato solamente a rendere portabili i dati che l’utente gli ha già fornito, e la sua responsabilità sarà limitata esclusivamente a quanto già autorizzato in origine.

In una società sempre più centrata sul web e quindi sullo scambio di informazioni e dati personali di ogni tipo, il diritto alla portabilità dei dati riveste in prospettiva, un ruolo fondamentale nella circolazione dei dati personali e la sua garanzia deve essere rispettata anche sulla base di un uso consapevole che gli utenti devono avere nel fornire informazioni in rete.

Per questo motivo i titolari dovranno attrezzarsi  per rendere effettivo tale diritto consentendo agli utenti di accedere e trasportare i propri dati in maniera celere e sicura. 

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